lunedì 3 aprile 2017

Cronache di Consiglio M3 - 30 Marzo 2017 - Città Studi / Area Expo

Mozione Città Studi - Consiglio di Municipio del 30 Marzo 2017
di Pierluigi Riccitelli - Portavoce M5S Municipio III



Buongiorno a tutti. Sono qui a raccontarvi, dopo alcuni giorni, ciò che è avvenuto nella sala consiliare il 30 marzo 2017 sull’argomento trasferimento delle Università Scientifiche ad EXPO . 

Breve sintesi: più di tre mesi fa abbiamo depositato una mozione dal titolo Città Studi ed Expo (che potete leggere qui) proprio perché di questo argomento il Municipio 3 non ha MAI voluto parlarne: mai una commissione, mai un consiglio, MAI! Credo che non lo considerino importante, o siano spaventati. Per noi come per moltissimi cittadini, studenti e commercianti l'argomento è importantissimo, anzi direi ESSENZIALE per il Municipio.

Ma veniamo a noi, dopo la lettura del documento e di un mio intervento sicuramente corposo, ( ma come essere sintetici quando si colpisce al cuore e all’anima della zona?!), credo che molti di loro non si siano mai informati sull’argomento altrimenti non si spiegherebbero le loro osservazione. 
Mi spiego:
Prima osservazione: L’intestazione al rettore VAGO sbagliata ….una osservazione profonda e ricca di concetto  … MA GIUSTA , QUINDI DISPOSTI AD ELIMINARLA.
Seconda osservazione : Le premesse della mozione riguardavano Expo che non è di competenza del municipio ……. LE PREMESSE SONO TALI PER EVIDENZIARE IL PROBLEMA, INFATTI OLTRE AD AVER EVIDENZIATO NEL MIO DISCORSO TUTTE LE PROBLEMATICHE DELLE CONSEGUENZE DELLO SPOSTAMENTO, ABBIAMO INSERITO  LO STATO ATTUALE DELL’AREA EXPO PER EVIDENZIARE CHE QUELL’AREA NON E’ COSI PARADISIACA COME LA SI VUOLE DESCRIVERE. MA COMUNQUE DISPOSTI A MODIFICARE.
Terza osservazione: Ci sono cose sbagliate sulle affermazioni dell’AREA EXPO……MA SONO ORGOGLIOSO DI AVER FATTO UN PO' STUDIARE A QUESTA MAGGIORANZA LE TEMATICHE INERENTI ALLE  AZIENDE A RISCHIO INCIDENTE RILEVANTE O ALLA FALDA INQUINATA! NON HO CAPITO QUALI AFFERMAZIONI FOSSERO SBAGLIATE ANCHE PERCHE’ TUTTO QUANTO RIPORTATO E’ DOCUMENTATO.
Quarta osservazione: L’Assessore BRUZZESE dichiara ad un giornale (LA STAMPA) “non possiamo dire di NO al trasferimento di Città Studi”. Io faccio una domanda circa la libertà di agire dell’Assessore in merito al suo ruolo accademico al Politecnico (Balducci - Pasqui – Azzone   vi dicono niente?) Lì SCATTA L’INFERNO!! CI MANCAVA POCO CHE CI VENISSE ATTRIBUITO L’ETICHETTA DI MASCHILISTI, MISOGINI !!!
Quinta osservazione: avete fatto un attacco all’Assessore BRUZZESE solo perché non avete nulla da dire (ZANASI PAROLA). MENO MALE CHE NON ABBIAMO NULLA DA DIRE ….SONO QUASI DUE ANNI CHE PARLIAMO, INFORMIAMO, SMENTIAMO BUGIE….ETC ….SE LA CONSIGLIERA VOLESSE INFORMARSI  ABBIAMO FASCICOLI INTERI O MAGARI BASTEREBBE ASCOLTARE UN PO' DI PIU’ IL TERRITORIO.

Poi arrivano le richieste , il cuore della mozione, in  quelle poche osservazioni ecco cosa dicono:

NOI NON POSSIAMO ,  NON CI COMPETE,  TROPPO FORTI , TROPPO RESTRITTIVE ….ma il municipio non dovrebbe prima di tutto fare gli interessi dei cittadini…( Regolamento Municipi art2.comma1) 
Bene, allora noi tendiamo una mano e proponiamo di cambiare la mozione apponendo modifiche; di inserire quello che ha evidenziato MARIANI ovvero il vincolo del Regolamento del PGT ( Piano delle Regole)!
Nulla!!
Per loro è troppo esplicita, troppo chiara e forse troppo dalla parte dei CITTADINI
Il loro documento, presentato il giorno stesso, fatto di FUMO e parole come "vigileremo", va MEGLIO! Neanche un riferimento normativo, nessuna presa di posizione.  Si sono opposti anche all’inserimento  della parola "referendum" proposta da un consigliere del opposizione. 
NADA DE NADA!

Insomma chi ha partecipato alla seduto ha visto e, per chi si volesse informare, ci sono i verbali. Questa maggioranza di centro sinistra (fortunatamente non tutti, cons. MARIOLINA DE LUCA l’unica ad avere una coscienza e una volontà autonoma)  NON HA ALCUN INTERESSE A TUTELARE CITTÀ STUDI perché se così fosse stato, non avrebbero assunto posizioni vaghe o possibiliste. Avrebbero avuto le idee chiare: richiesta di uno studio che raffronti l'ipotesi di trasferimento a quella di manutenzione e riqualificazione degli edifici e dell'area delle facoltà scientifiche in Città Studi. Ascoltare e chiedere la partecipazione attiva dei Cittadini (quello che si proponeva nella nostra MOZIONE ) forse è chiedere troppo!

INOLTRE VORREI RINGRAZIE TUTTI GLI ATTIVISTI DI MUNICIPIO 3 CHE INTERVENGO NELLE COMMISSIONI E CHE SPENDONO MOLTO DEL LORO TEMPO PER LA CAUSA .
Lascio a voi le conclusioni, proponendovi solo un’associazione di nomi:

CENTROSINISTRA = SALA = EXPO = CITTASTUDI  

lunedì 27 marzo 2017

Mozione del M5S di Municipio III per Città Studi-Expo

Al Consiglio di Municipio III di Giovedì 30 Marzo 2017 verrà presentata una Mozione dei nostri Portavoce Pierluigi Riccitelli e Bruno Biondi, sulla questione Città Studi-Expo.




La questione dello spostamento di Città Studi nell'area Expo, attualmente, pone non pochi problemi, criticità ed incertezze. Infatti allo stato attuale:
1) non esiste uno studio economico di fattibilità dettagliato che ponga a confronto lo spostamento delle Facoltà scientifiche dell'Università Statale dalla zona di Città Studi all'area Expo, con la ristrutturazione degli edifici esistenti, come era previsto originariamente.
2) non esiste uno studio economico-sociale di quali siano le ricadute di tale spostamento delle Facoltà. Tutta la popolazione studentesca di Città Studi crea un indotto economico importante per le attività commerciali e le PMI presenti nella zona ed in quelle limitrofe.
3) La falda acquifera di area Expo è fortemente inquinata (la più inquinata d'Europa) ed allo stato attuale non è chiaro se verranno effettuate le bonifiche, da chi, con quali soldi e quale sia il preciso ammontare della somma necessaria.
4) Le vicende giudiziarie di Expo non sono ancora concluse.

Detto questo il M5S di Municipio III al Consiglio di Giovedì 30 Marzo presenterà una mozione con la quale verrà chiesta una moratoria di qualsiasi attività progettuale e di investimento fino a che non esista un serio studio che metta a confronto le due soluzioni sopracitate, che non siano stati risolti i problemi di inquinamento di area Expo e che vengano chiarite e/o risolte le vicende giudiziarie legate all'Area.
Il M5S di Municipio III chiede infine che gli studi di comparazione realizzati vengano portati all'attenzione della Cittadinanza e che il Municipio III vigili affinché non vi siano piani /progetti all'insaputa dei Cittadini Milanesi.

LA QUESTIONE RIGUARDA TUTTA LA CITTADINANZA E QUINDI VI INVITIAMO A PARTECIPARE NUMEROSI!!!



martedì 14 marzo 2017

Interrogazione presentata dai portavoce del M5S al Consiglio di Municipio




AL PRESIDENTE DI MUNICIPIO 3
Caterina Antola

ALL’ASSESORE ALL’URBANISTICA
Antonella Bruzzese

Oggetto: Stato di attuazione delle Residenze Universitarie ed interventi connessi da realizzarsi dentro le aree del Centro Balneare Romano  (cd Piscina Ponzio)


PREMESSO CHE

Nella seduta del  22/07/2011 il Consiglio Comunale ha approvato le linee di indirizzo per la concessione ad uso gratuito al Politecnico di Milano del Centro Balneare Romano di proprietà comunale, ai fini della partecipazione al bando per un cofinanziamento ministeriale di cui legge 338/2000 e successivi DD.MM.

Il Consiglio di Zona 3 con delibera del 15/2/2011 esprimeva la contrarietà al concedere l’intera area del Centro Balneare Guido Romano pari al 18.448 mq nel quale è compreso il giardino di via Zanoia .
Il 21/09/2011 viene Presentato il Progetto di CAMPUS SOSTENIBILE a firma di Politecnico e di Università Statale di Milano 

Il 10/11/2011 Il consiglio di Zona 3 chiedeva lo scorporo dei giardini pubblici Zanoia.

Il 12/02/2015  una determinazione dirigenziale stabilisce la “ Approvazione dello schema dell’accordo fra il Comune di Milano e il Politecnico  di Milano finalizzato a realizzare la riqualificazione del centro balneare Romano, una residenza Universitaria ed interventi connessi, in esecuzione degli indirizzi e delle linee guida approvati dalla Giunta Comunale con deliberazioni n.reg.1844 del 22/07/2011, n.reg.del 14/11/2011 e n.reg 175 del 06/02/2015”. 
In questa determina dirigenziale l’allora Consiglio di Zona 3 non è stato coinvolto.

CONSIDERATO CHE

  1. Il progetto del nuovo studentato , redatto dal Politecnico di Milano ha subito diverse modifiche nel corso del tempo:
    • il progetto iniziale , contestuale  alla approvazione delle linee di indirizzo del 22.07.2011, prevedeva la manomissione dell’invaso della piscina Ponzio e la costruzione di uno studentato in prossimità del parco pubblico di Via Zanoia;
    • Successivamente, per il vincolo monumentale posto dal MIBACT  su tutti i fabbricati esistenti ,  tale progetto venne modificato e lo studentato sarebbe sorto proprio entro il sedime del parco pubblico prevedendo l’abbattimento di 14 alberi di alto fusto;
    • Una terza versione infine  prevedeva la costruzione di un fabbricato di oltre 4 piani a sopraelevazione degli attuali spogliatoi di via Ampere;
    • Tutti i progetti risultano comunque  invasivi per la vivibilità dello spazio pubblico a  verde.
  2. L’iniziativa di utilizzare parte del sedime della Piscina Ponzio sono di fatto superati dalla decisione di spostamento della Facoltà Statale presente in Città Studi sulle aree di Expo con conseguente liberazione di spazi.
  3. Il cronoprogramma presente nel documento  di “Concept dell’Operazione” prevede la finalizzazione del contratto principale e l’avvio della mobilitazione del contratto in data maggio – giugno 2016.
  4. L’area di Citta Studi attraverso una sinergia tra UNIMi e Politecnico di Milano era/è predisposta alla realizzazione di un Campus Sostenibile ( documentazione agli atti del Comune).

INTERROGA QUESTA AMMINISTRAZIONE PER SAPERE
  • Qual è lo stato attuale dell’intervento, del progetto, dell’erogazione dei fondi da parte del MIUR, di eventuali ulteriori determine dirigenziali.

Milano, 9/03/2017
I consiglieri M5S di Municipio 3 
Pierluigi Riccitelli

Bruno Biondi

lunedì 6 marzo 2017

Il caso INNSE: lo smantellamento dell'industria manifatturiera Italiana inizia da Rubattino 

di Francesco Russo Attivista M5S e Ingegnere


Oggi, 6 Marzo, i lavoratori della INNSE hanno iniziato a scioperare a seguito del ricevimento delle prime 3 lettere di licenziamento.
La manifestazione è l’atto estremo  di una serie di iniziative che i lavoratori e le rispettive RSU avevano da tempo intrapreso per ottenere un tavolo di confronto con l’attuale proprietà Camozzi alla presenza degli attori principali di questa vicenda ovvero Comune e Prefettura di Milano.
Ricordiamo per onore di cronaca che la INNSE è stata ceduta al Gruppo Camozzi nel 2009 con un protocollo d’intesa che prevedeva il rilancio della produzione e l’incremento dell’occupazione mantenendo l’attuale assetto industriale dello stabilimento e l’apporto di  una serie di miglioramenti per attualizzare il parco macchine. Fermo restando che qualora entro il 2025 non  fossero stati raggiunti gli obiettivi dichiarati Camozzi avrebbe dovuto restituire l’azienda nello stato iniziale. Negli anni a seguire nulla di quanto indicato nell’accordo è stato fatto e il piano originale è stato modificato nel 2016, stravolgendolo del tutto e riducendo cosi i potenziali sbocchi sul mercato; ciononostante nemmeno il nuovo piano ha avuto attuazione se non per la parte che riguarda l’eliminazione di 22 su 27 delle macchine presenti nello stabilimento e la riduzione dell’area di lavoro a solo metà del capannone esistente. 

Oggi sono cominciati i primi licenziamenti tra i quali quello del controllo di qualità in produzione, lascia perplessi trattandosi di una azienda che della qualità fa il suo punto di forza.

fonte immagine: www.ilgiorno.it/milano/cronaca/innse-cassa-integrazione-1.1658627

Questa vicenda ci impone domande del tipo: quando il processo di smantellamento della nostra industria manifatturiera si arresterà e cosa si sta facendo per impedirlo.

INNSE è solo un piccolo tassello di quel mosaico che un tempo era  la nostra industria manifatturiera costruita a fatica dal dopoguerra fino agli anni 90 e adesso in lento e progressivo sgretolamento; quando si parla di rilancio dell’occupazione non si sente parlare mai di questo tema; si parla di riduzione del costo del lavoro, dell’aumento di produttività; ma che senso ha parlare di questi aspetti se le nostre fabbriche chiudono o vengono dislocate in altri paesi con costi della manodopera più bassi? Ci si innamora di termini del tipo Industria 4.0 mentre le aziende a cui le nuove tecnologie andrebbero applicate espatriano sotto i nostri occhi o vengono del tutto chiuse. Guardiamo tanto alla Germania ma non riusciamo ad imitarla nelle azioni che più ne hanno caratterizzato il successo ovvero l’impegno a consolidare e rafforzare la sua industria manifatturiera che nonostante la concorrenza della Cina per i bassi prezzi resta sempre leader per i prodotti di qualità.


Salvare INNSE non significa soltanto salvare posti di lavoro ma dare un segnale chiaro al paese di un’inversione di tendenza nella politica di sviluppo industriale.

lunedì 23 gennaio 2017

Cronache di Consiglio M3 - 19 Gennaio - Ordine del Giorno


Mozione Città Studi - Consiglio di Municipio 3 del 19 Gennaio 2017
di Pierluigi Riccitelli - Portavoce M5S Municipio III



Mozione Città Studi: di essa abbiamo già parlato diverse volte in questo blog (vi rimando ai nostri precedenti post). 

Oggi voglio solo parlarvi delle assurdità ed incongruenze relative alle formazioni dell'ordine del giorno del nostro Consiglio Municipale.
Giovedì 19 Gennaio, la nostra mozione relativa a Città Studi, era stata inserita all'ultimo punto dell'ordine del Giorno del Consiglio, poi noi del M5S avevamo proposto di farla slittare al secondo posto. Avevamo così proposto, perché in sala erano presenti molti cittadini della zona Lazzaretto ed erano li per discutere la questione dell'inquinamento acustico di via Lecco (vedi precedente post). Di conseguenza è stato messo in votazione lo slittamento al secondo posto e indovinate un po’, chi ha votato a favore? Solo noi del M5S!!!! Alcuni hanno votato contro perché le altre mozioni presenti in OdG erano più importanti, altri perché hanno dichiarato che la Mozione di via Lecco è un argomento complesso e necessita di più spazio. 

Mah!!!!! lo slittamento era solo per far si che si discutesse il prima possibile di una questione che riguardava e che interessava molti cittadini in Sala Consiliare.
Voi che ne pensate? 
Aspettiamo che venga di nuovo calendarizzata..............prossimamente su questi schermi!





Cronache di Consiglio M3 - 19 Gennaio - Via Lecco



Mozione via Lecco.....ovvero quando vengono proposte soluzioni ad un problema che si è già verificato!!!!
di Pierluigi Riccitelli - Portavoce M5S Municipio III

Da oggi ho il piacere di curare una rubrica su questo blog per condividere con voi lettori le vicende di Municipio 3. Cercherò di essere imparziale (capacità difficile per un esponente politico, ma non impossibile!!!) e vi prometto di essere il più obiettivo possibile, in modo che possiate valutare quanto, molte volte, in questa istituzione regni l’assurdo.

Giovedì 19 Gennaio in Consiglio di Municipio III all'ordine del giorno c’era la mozione di via Lecco.
Per quelli che non o conoscono la vicenda faccio un piccolo riassunto. Via Lecco, a seguito dell’apertura di svariati locali, sta diventando un punto di ritrovo serale  per molte persone.  Fin qui nulla di strano, ma per un attimo pensiamo a via Lecco il sabato sera, in una di  quelle serata dove è piacevole stare all’aperto ( fine primavera ed estate ) e immaginiamola piena di giovani, centinaia e centinaia, che tra un cocktail e l’altro scambiano due chiacchiere. Ecco la formula giusta per creare il caos e scatenare le ire dei residenti.
Questo è il motivo per il quale era stata presentata una mozione da parte dell’opposizione che imponeva la chiusura anticipata dei locali. Premetto che, ancora non è ben chiaro se il Municipio o il Comune o qualsiasi altra Istituzione possa o meno legalmente imporre la chiusura anticipata delle attività commerciali. Detto questo ed in parte a motivo di questo, il M5S ha votato CONTRO questa mozione che a nostro avviso non risolveva in alcun modo l'inquinamento acustico della via e puniva soltanto attività commerciali presenti in quella strada.  

L’unica soluzione per noi è quella anticipata dalla maggioranza, ovvero un tavolo dove si siedono gli attori coinvolti e si trova una soluzione. Addirittura  nel nostro intervento si era chiesto di analizzare, magari al tavolo, anche la fattibilità di un eventuale trasferimento estivo di alcuni dei locali di via Lecco a ridosso del parco Palestro. Del resto un tavolo di lavoro serve proprio a trovare soluzioni il prima possibile.
Bene, noi Portavoce del M5S ci siamo fidati di questa Maggioranza, appoggiando la proposta di istituire un tavolo per trovare la soluzione....ma al momento della presentazione del documento, realizziamo che la Maggioranza aveva fissato come prima data utile per la formazione del tavolo, OTTOBRE 2017. La classica soluzione rapida al problema!!!!!  

Noi del M5S insieme a molti dell’opposizione abbiamo chiesto che si trovi una soluzione prima dell'estate proponendo per la formazione del tavolo di lavoro la data del 30 aprile. La proposta del 30 aprile, non è una data “sparata” a caso, ma è stata pensata per dare tre mesi di tempo ai lavori e, così di arrivare al periodo tardo primaverile ed estivo con una soluzione in mano. 
Vi sembra illogico? Vi sembra, invece logico affrontare la questione ad ottobre quando ormai la stagione estiva è finita e gli abitanti di via Lecco chiudono le finestre e non sentono più il rumore della movida?
Per fortuna, durante il Consiglio la maggioranza è rinsavita ed ha modificando al 30 giugno 2017 la data per la creazione del Tavolo di lavoro. 

Allora qui la domanda nasce spontanea (A. Lubrano insegna): a questo problema si vuole trovare una soluzione o no prima delle serate primaverili e soprattutto estive? 
Noi del M5S abbiamo un calendario diverso da quello della maggioranza di centrosinistra?
A voi lettori le conclusioni!  




martedì 13 dicembre 2016

Il triste caso della Società INNSE spa in via Rubattino

Che ne sarà della INNSE spa, società nel settore metallurgico, che ha sede in via Rubattino? 

di Francesco Russo Attivista M5S e Ingegnere

La Innocenti Sant'Eustacchio Spa (INNSE) che ha sede a Milano in via Rubattino 81 ha subito alterne vicende a partire dal 1973 quando fu costituita, a seguito del passaggio a IRI della divisione meccanica pesante di Innocenti. Vicende che l'hanno portata nel corso degli anni a passaggi di proprietà, smembramenti e ridimensionamenti. Nel 2009 è passata al Gruppo Camozzi attivo nella produzione di componenti per l'automazione industriale con un accordo di programma che avrebbe dovuto rilanciarla sul mercato, incrementandone anche l'occupazione. Il piano di rilancio per il triennio 2010-2012, redatto all'indomani dell'accordo, prevedeva la ristrutturazione aziendale, un nuovo sviluppo tecnico-tecnologico, il rafforzamento dell'area commerciale, la ristrutturazione delle macchine esistenti, il conseguimento delle certificazioni di qualità, il potenziamento dei servizi generali e delle strutture ausiliari con l'obiettivo di conseguire un fatturato presunto di circa quattro milioni di euro alla fine del triennio. Purtroppo nulla è andato secondo quanto previsto dal piano ed anzi il Gruppo Camozzi, nel 2016 ha annunciato di risanamento dell'Azienda, con il dimezzamento del capannone, l'eliminazione di buona parte delle macchine esistenti e la previsione di un organico a regime di appena 36 addetti.
Alla luce di tali vicende viene il dubbio che l'INNSE non rientri più nei programmi di sviluppo del Gruppo Camozzi, nonostante la ripresa del comparto della meccanica a livello nazionale.
Ma vi è di più: se la Camozzi non vuole attuare il piano di rilancio previsto per il triennio 2010-2012, allora sussistono i presupposti per la restituzione dell'Azienda alle condizioni originali, così come previsto dall'accordo di programma siglato anche con il Comune di Milano, il quale ha contribuito alla cessione al Gruppo Camozzi un terreno di 10.000 m2 nell'area Rubattino.
Qui giunti, una riflessione è d'obbligo: dobbiamo continuare a dismettere e ridimensionare le nostre industrie, oppure cercare di recuperarle e rinvigorirle per tornare ad essere al quinto posto nella classifica mondiale dei paesi industrializzati?  



lunedì 12 dicembre 2016

Città Studi rischia grosso

Spostare Città Studi nell'area usata per Expo? 

di Pierluigi Riccitelli  Portavoce M5S al Municipio III di Milano

Tra poco più di due anni ricorre il centenario della sede storica di Città Studi, composta da edifici in stile eclettico/decò che caratterizzano la zona dal punto di vista architettonico e storico.
Tale anniversario sarà festeggiato oppure assisteremo al graduale trasferimento delle Facoltà che hanno sede in questi edifici storici, nell'area usata per Expo? 
Regione Lombardia, il Comune di Milano ed il Senato Accademico dell'Università degli Studi di Milano, ipotizzano di trasferire a Rho le Facoltà Scientifiche di Fisica, Biologia, Chimica, Matematica, Agraria, Farmacia, Scienze della Terra ed Informatica.
Tale progetto non nasce come esigenza dell'Università, ma piuttosto come necessità di riempire le aree di Expo, essendo venuto meno l'introito derivante dalle vendite dell'area (tutte le aste esperite fino ad ora sono andate deserte). 
Legittimo chiedersi, inoltre, se la domanda formativa giustifichi tale trasferimento e se sia meglio integrare le Università nelle Città, oppure de-localizzarle come si fa con l'Industria.
Un Campus Universitario così distante dalla città, in un'area come Rho chiusa tra una tangenziale ed un'autostrada, avrebbe senso soltanto in mancanza di alternative. Ma a Città Studi l'alternativa esiste, perché un'area come questa che ha caratterizzato la sua economia intorno al Polo Universitario, potrebbe diventare un campus moderno ed all'avanguardia senza sfregiare il tessuto urbano del quartiere e generare nuova cementificazione. Infatti il rapporto università/cittadinanza gioca un ruolo importante sugli aspetti sociali e lo sviluppo economico-culturale del territorio: l'attuale Città Studi ne è un esempio storico-economico significativo.
I Centri Universitari dovrebbero integrarsi nelle città ed a conferma di ciò basti pensare a quello che stanno facendo l'Università Bocconi (riconversione della attigua Centrale del latte), la Cattolica (acquisizione della Caserma Garibaldi) e il Politecnico - Campus Bovisa La Masa (sorto nell'area degli ex gasometri).
Noi non vogliamo che Città Studi si desertifichi e si trasformi in un desolante quartiere dormitorio, provocando un calo rilevante della economia .





martedì 11 ottobre 2016

Incontro su Post Expo e Città Studi promosso dal Municipio 3

Stasera 11 Ottobre ore 20:45 all'Auditorium Stefano Cerri si parlerà del futuro di Città Studi .

Quale futuro per gli studenti? Quale futuro per i cittadini e gli abitanti di questo quartiere? Che cosa ne sarà di quest'area?  
Cosa vogliono fare di città studi? Questa sera la notte della verità......o si spera!!! 
Questa amministrazione, che in campagna elettorale ha sempre taciuto, sarà in grado di essere onesta e dire che gran parte di città studi verrà demolita per farci case con conseguente distruzione dell' economia e dell'identità del quartiere ????

Partecipate numerosi, perché le sorti di Città Studi riguardano tutti i cittadini Milanesi!!!


NO alla privatizzazione delle Poste

Il M5S di Municipio 3 è vicino ai lavoratori ed ai cittadini delle Poste Italiane. 

Il 13-14-15 Ottobre in occasione delle Manifestazioni indette dal Sindacato SLG-CUB della base dei lavoratori di Poste Italiane, il M5S di Municipio III vi aspetta dalle 16 alle 19 in piazza Argentina a Milano.

Noi del M5S siamo contro la privatizzazione delle Poste, tuteliamo la difesa dei posti di lavoro, del servizio pubblico e del patrimonio degli italiani.

Noi del M5S diciamo NO alla collocazione in Borsa di quote azionarie che porteranno la maggioranza della Società in mani private.

Noi del M5S diciamo NO al taglio di 20mila posti di lavoro, al raddoppio degli incarichi per i lavoratori ed all'abolizione del recapito quotidiano.

Vi aspettiamo numerosi.